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Punto e virgola - L'uomo dei tuoi sogni

 Strano destino quello del punto e virgola. Sì, intendiamo proprio il segno di interpunzione. Né punto, né virgola. Appunto. Destinato a cadere nell’obblio della lingua neo-standard. O punto. O virgola. Che poi, sarebbe come dire: o bianco o nero. O Bartali o Coppi. O Beatles o Rolling Stones.
Strano destino quella della canzone d’autore. Né poesia, né puro intrattenimento. “compressa” tra la modaiola pagina di un’antologia scolastica (ma senza musica) oppure “rinchiusa” in qualche elitario club.
E strano - ma forse sarebbe meglio dire: curioso - è questo progetto dei Punto e Virgola (Gabriele Graziani e Alessandro Maltoni) dal titolo L’uomo dei tuoi sogni. Un lavoro che nasce dal grande amore per la poesia e per la canzone d’autore. Un progetto che nasce dopo la lettura del poeta ravennate Eugenio Baroncelli (coautore di tre brani).

Graziani si prende una pausa come paroliere e cantante degli Equ per dare libero sfogo al suo amore per la letteratura e per i calambour (d’altronde nell’ultimo lavoro della band di Santa Sofia aveva collaborato anche Alessandro Bergonzoni). E così ci imbattiamo in numerosissime citazioni letterarie. Anzi, se L’uomo dei tuoi sogni non segue più l’andamento da concept dei dischi Equ (Liquido e Un altro me) nel senso di album che racconta una storia, di fatto alla fine è pur sempre un concept nel senso di album che si basa su un tema: l’importanza della poesia – e più in generale della letteratura – nei giorni d’oggi. Geniale la trovata di far così commentare, niente meno che da Bruno Pizzul, una fantomatica partita a calcio tra la squadra dei poeti italiani e quella dei poeti internazionali. Avente presente l’esilarante sketch dei Monty Python della partita di calcio tra filosofi (se non l’avete mai vista, cercatela immediatamente sul Tubo)? Qualcosa di simile accade qui grazie alle parole fatte “recitare” a Pizzul. Così, se l’Italia schiera una difesa ermetica composta da Ungaretti, Montale e Quasimodo, il resto del mondo risponde con un centrocampo francese davvero mirabolante: Mallarmé, Baudelaire, Verlaine, Rimbaud e Prevert Nel secondo tempo Garcia Lorca informa l’arbitro che sono le cinque della sera, mentre un incredulo Quasimodo urla: è subito sera? Commovente, poi, il finale in cui tutti rimpiangono il primo tempo (dove pure non era successo nulla): come dire che la poesia in qualche modo trae linfa vitale da una sorta di sehnsucht esistenziale.

Come si sentisse un poco meno “ingabbiato” dagli schemi – per restare alla metafora calcistica – Graziani sembra inoltre ancor più che nei dischi Equ concedersi calembour e giochi di parole. E se è vero che a tratti rischia di cadere in una sorta di eccessivo barocchismo (Non so se mi piago), il più delle volte centra il bersaglio (si ascolti L’ultima cena: “Sono figlio illegittimo/ falegname mancato/ Giovanni mi ha preso alla lettera/ Tommaso il costato/ Giuda per il culo/ mi ha portato da Ponzio Pilato”).

Ma Graziani è solo il Punto. A condire di suoni il tutto occorre la Virgola: cioè la chitarra di Alessandro Maltoni. Un suono, il suo, asciuttissimo; tanto che per certi aspetti L’uomo dei tuoi sogni può essere considerato un album “quasi” acustico. Unica eccezione la splendida Mia comunque dove entrano in scena – guarda caso – Michele Barbagli e Alessandro Fabbri (ma non preoccupatevi, nel disco c’è anche Vanni Crociani autore del liscio Labbra blu). Maltoni varia da suoni bossa nova a inserti più jazzisti (senza dimenticare il ritmo funkeggiante alla Debbie Brothers de L’ultima cena).  Il modello, però, resta essenzialmente la grande tradizione della canzone d’autore e del teatro-canzone: Jannacci, Gaber e Luporini. Insomma, se Graziani sembra dar libero sfogo alla sua esuberanza linguistica, ci pensa Molteni a stemperare e ad armonizzare il tutto.

D’altronde – non per nulla – sono i Punto e Virgola. Né tutto bianco. Né tutto nero. Né sola poesia. Né sola musica. 11 ottime tracce di canzone d’autore

Punto e a capo.

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