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Bocca di Rosa Scese dal Treno a Sant'Ilario. E Fu la Rivoluzione - C'è chi l'amore lo fa per noia... Alla ricerca di Bocca di Rosa

 C'è chi l'amore lo fa per noia... Alla ricerca di Bocca di Rosa:

Quando un nome proprio si tramuta nel tempo in nome comune (o in aggettivo), vuol dire che è successo qualcosa nella percezione che l’opinione pubblica ha di quel nome. Vi è stata una trasfigurazione, uno scarto, uno slittamento semantico. La persona che portava quel nome non è più – malgrado lui/lei – quella persona: è diventata qualcos’altro. Da persona a personaggio, da esistente a epiteto, antonomasia che spesso con l’originale non ha più nulla da spartire. [continua...]

La pista genovese o della prostituzione

Via del Campo, la città vecchia, l’angiporto. Non si poteva che partire da qui. Genova. O meglio, la Genova proibita – e proprio per questo visitatissima – per il figlio di buona famiglia Fabrizio De André. Ecco, Bocca di rosa Fabrizio l’avrebbe conosciuta qui, da queste parti. Come Anna “la Gorilla”, con cui la “relazione durò circa un anno e mezzo, dal ’60 al ’61” (Viva 2000:65), Joséphine, apparentemente “una bellissima ragazza bionda”, ma che egli scopre essere, poi, Giuseppe, “un uomo, [non] ancora andato a Casablanca” (Romana 1991:32). Ne sembra convinto Marco Preve, che su Repubblica del 4 gennaio 2001 così descrive il funerale dell’ultima “graziosa” di Via del Campo, Morena:

A dare l’ultimo saluto alla Morena, la “graziosa” di via del Campo, c’erano poche amiche dei tempi gloriosi: la Ursula, Anna la barese, Natasha. La Topolina e la Cabiria sono rimaste a casa bloccate dagli acciacchi dell’età, mentre Marilyn che era la Bocca di Rosa, aveva lasciato questo mondo qualche anno prima del suo cantore, Fabrizio De André.
[continua...]

La pista istriana o dell'amore universale

[C’era] Fabrizio, un ragazzo ricco, magro e intelligente, che da qualche anno si era messo a scrivere canzoni e aveva già inciso due dischi di successo. E [c’era] Maritza, un’istriana bionda, alta, dalla bellezza fredda, che si muoveva con la sicurezza di un maschio e che da quando era arrivata a Genova per togliersi la voglia di Fabrizio e ridimensionarne il mito, si era fatta quasi tutti i suoi amici, senza curarsi di ciò che altri chiamavano reputazione, che lei considerava una quotidiana insopportabile ginnastica di ipocrite cerimonie, di improbabili e perciò stesso sordide millantate astinenze.

Nel 1996, Einaudi dà alle stampe il primo e, purtroppo, unico, romanzo di Fabrizio De André, Un destino ridicolo, scritto a quattro mani con Alessandro Gennari. Tra i protagonisti della vicenda ci sono anche loro: Fabrizio, Alessandro... e Maritza. Vediamo come il personaggio Fabrizio ricorda, nel libro, il primo incontro con lei: [continua...]

La pista francese o dell'invenzione artistica

Francia, primi anni Cinquanta, George Brassens scrive una canzone che suscita, come spesso gli accade, un certo scalpore, ma che è anche un grande successo: Brave Margot. Vi si racconta la storia di Margot/Margheritina, una ragazza di un paesino francese che, trovato un gattino affamato, decide di allattarlo col suo seno:

Margheritina la pastorella,

trovando nell’erba un gattino

che aveva appena perso la madre,

lo adottò...

Slaccia il suo corpetto

e lo adagia contro il seno:

era tutto ciò che aveva, poverina:

come cuscino...

Il gatto, prendendola per sua madre,

si mise a poppare a tutto spiano.

Nel giro di poco tempo tutti gli uomini vanno a spiare il seno di Margot che allatta: [continua...]

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