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Bocca di Rosa Scese dal Treno a Sant'Ilario. E Fu la Rivoluzione - Appena scesa alla stazione... Una lettura storica di Bocca di Rosa

 Appena scesa alla stazione... Una lettura storica di Bocca di Rosa:

Milano, febbraio 1966. Pochi mesi prima che Bocca di rosa scenda alla stazione di Sant’Ilario. Tre studenti del liceo “Parini” - Marco De Poli, Claudia Beltramo Ceppi e Marco Sassano - pubblicano sul giornale scolastico La Zanzara un’inchiesta dal titolo: “Cosa pensano le ragazze d’oggi?”. L’articolo dà voce alle teen-ager del tempo sui più svariati temi, tra cui naturalmente quello sessuale nei vari suoi aspetti: dai rapporti prematrimoniali ai metodi contraccettivi, dalla pornografia al matrimonio. Ne escono considerazioni variegate. Dichiarazioni improntate al moderatismo

«Secondo me in ogni rapporto prematrimoniale e matrimoniale, l’uso della pillola sarebbe un atto di viltà, cioè la si usa perché si ha paura di eventuali conseguenze che invece sono la base e il fine dell’unione. Non mi basta essere convinta dell’amore che provo per un uomo e il viverlo pienamente, ho assoluto bisogno di una prova continua di questo amore che secondo me può essere rappresentata solo da un figlio».

si affiancano a considerazioni di stampo opposto:

«Pongo dei limiti [ai rapporti prematrimoniali] solo perché non voglio correre il rischio di avere conseguenze. Ma se potessi usare liberamente gli anticoncezionali non avrei problemi di limiti». [continua...]

Il sesso e il silenzio: il comune senso del pudore

Di sesso, nel secondo dopoguerra in Italia, non si parla, figuriamoci, poi, esibirlo. La legge parla chiaro:

Chiunque, allo scopo di farne commercio o distribuzione ovvero di esporli pubblicamente, fabbrica, introduce nel territorio dello Stato, acquista, detiene, esporta, ovvero mette in circolazione scritti, disegni, immagini od altri atti osceni di qualsiasi specie, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni [...]. Tale pena si applica inoltre a chi: 1) adopera qualsiasi mezzo di pubblicità atto a favorire la circolazione o il commercio degli oggetti indicati nella prima parte di questo articolo; 2) dà pubblici spettacoli teatrali o cinematografici, ovvero audizioni o recitazioni pubbliche, che abbiano carattere di oscenità...

Articolo 528 del Codice Penale.

Anzi non parla chiaro affatto. Perché:

Agli effetti della legge penale, si considerano «osceni» gli atti e gli oggetti, che, secondo il comune sentimento, offendono il pudore.

Articolo 529.

Il comune sentimento, il pudore, la pubblica morale rientrano, infatti, in quel campo che la giurisdizione ha difficoltà a inquadrare. Se esistono norme universalmente valide (non uccidere, non rubare), ve ne sono altre invece lasciate all’interpretazione del giurista in rapporto a quelli che sono i costumi dell’epoca. La morale di ieri non è la morale di oggi. Ma, allora, qual è la morale? [continua...]

Sesso e procreazione:

metodi contraccettivi e aborto

Se sesso deve essere, che sesso sia, però vincolato sempre e comunque al fine per cui esso esiste: la procreazione... “Feconda una donna ogni volta che l’ami/ così sarai uomo di fede”. La Chiesa su questo punto sembra irremovibile. Già nel 1930, con l’enciclica Casti Connubii, Pio XI bolla come abominevole la contraccezione e l’aborto:

E poiché l’atto del coniugio è, di sua propria natura, diretto alla generazione della prole, coloro che nell’usarne lo rendono studiosamente incapace di questo effetto, operano contro natura, e compiono un’azione turpe e intrinsecamente disonesta”.

Nel 1951 Pio XII ribadirà tale posizione, affermando che “l’unico metodo contraccettivo è la castità. Eppure anche nella Chiesa, seppur molto lentamente, qualcosa sembra cambiare. Sempre Pio XII ammette che i coniugi possono essere esentati dal procreare quando si presentano gravi motivi di carattere medico o economico. A poco a poco si fa strada, soprattutto, l’accettazione del fatto che il sesso può anche essere una pratica piacevole, compiuta per il solo soddisfacimento psico-fisico, svincolata dalla procreazione. A togliere d’impiccio il Vaticano ci pensano due ginecologi, Kyusaku Ogino e Hermann Knaus. [continua...]

Sesso e matrimonio:

adulterio, tradimento e delitto d'onore

Da quanto detto prima si deduce che il sesso, almeno fino al Sessantotto, è possibile solo ed esclusivamente all’interno del matrimonio. Il matrimonio, e solo quello, crea la famiglia, caposaldo della società. Esso è indissolubile, perché un giuramento è per sempre, vincolante. Come noto, occorrerà attendere il 1 dicembre 1970 perché la legge n. 898 sul divorzio entri in vigore. Nel giugno 1971 il fronte antidivorzista inizia la raccolta delle firme per il referendum abrogativo. Fabrizio ne trarrà, a modo suo, spunto per una canzone sulla fine di un amore adulterino... “Tua madre ce l’ha molto con me/ perché sono sposato e in più canto”. Ma torniamo al sesso. Se è vero che esso è concepito solo all’interno del matrimonio, le cose cambiano enormemente se a “trasgredire” sono gli uomini o le donne. La verginità femminile prematrimoniale è valore assoluto ancora negli anni Cinquanta; qualche crepa – come visto nel caso Zanzara – si apre negli anni Sessanta; crepe che diventano brecce nei Settanta, quando non solo le ragazze possono parlare di sesso, ma anche praticarlo liberamente. In tal modo, “l’ossessione della verginità viene a poco a poco sostituita dall’ossessione per l’orgasmo”. [continua...]

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