Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione

  • Facebook Page: 46699467097
  • Google+: 104519186237437571475
  • Twitter: podestaandrea
  • YouTube: andreadefabbris

Bocca di Rosa Scese dal Treno a Sant'Ilario. E Fu la Rivoluzione - L'amore sacro e l'amor profano... Una lettura simbolica di Bocca di Rosa

L'amore sacro e l'amor profano... Una lettura simbolica di Bocca di Rosa:

 Se è vero che ogni creazione artistica è frutto, in maniera più o meno evidente, del tempo in cui essa nasce, è pur vero che affinché un’opera, poi, sopravviva al proprio tempo occorre che presenti elementi simbolici e archetipici in cui l’Uomo tout court si possa riconoscere. Se Bocca di rosa è persona in carne e ossa, ben inquadrabile nell’Italia bigotta e prude degli anni Sessanta – come avremo modo di vedere meglio in seguito - è, però, al tempo stesso, personaggio portatore di simboli universali e ben inseriti all’interno del sistema ideologico dell’autore De André. Converrà provare, allora, ad allargare il raggio, il campo visivo. Dal particolare all’universale. Anche correndo il rischio, perché no, di forzare la mano. Nel farlo, partirò dal fondo. Da quella scena molto felliniana, da quella scena da processione strapaesana. Quella del parroco che si porta a spasso per il paese l’immagine della Vergine e poco lontano, appunto, Bocca di rosa. L’amore sacro e l’amor profano. Lo spirito e il corpo. Apparentemente due mondi distanti, che il Potere (anche quello cristiano post Sant’Agostino) ha cercato di separare. [continua...]

Copyright © 2008-2014 Andrea Podestà. Tutti i diritti riservati.